Il mercato Forex, pur seguendo le identiche dinamiche della domanda e dell’offerta tipiche di qualsiasi altro mercato, è condizionato soprattutto dalle variazioni riguardanti le principali variabili macroeconomiche utilizzate per misurare lo stato di salute economico e finanziario di un Paese.
Le più importanti, quelle maggiormente osservate dagli operatori di mercato, sono:

Bilancia dei pagamenti. Nessun operatore, e tantomeno un analista finanziario, ignora le cifre, mensili, trimestrali e annue, riportate dalla bilancia dei pagamenti di un Paese.
Si tratta del documento contabile riportante le transazioni di beni, servizi e strumenti finanziari che esso effettua con altri Paesi, il cui segno e i cui volumi sono strettamente correlati ai tassi di cambio delle valute coinvolte.
Le correlazioni tra tassi di cambio e bilancia dei pagamenti non sono tuttavia lineari come un ragionamento strettamente contabile (entrate/uscite) potrebbe far credere: le variazioni import/export vanno infatti interpretate e le stime sono oggetto di continue revisioni.
Un Paese che importa più di quanto esporta, in effetti, registra un deficit nelle partite correnti della propria bilancia dei pagamenti e, di conseguenza, un fabbisogno finanziario per coprire i propri acquisti all’estero.
Il surplus di capitali in entrata conseguente all’accumulo di debiti all’estero e alla vendita di asset domestici, tuttavia, compensa il deficit generatosi e, in generale, il fatto che uno Stato sta spendendo più di quanto produce.
Nel breve periodo, dunque, un deficit nelle partite correnti della bilancia dei pagamenti di un Paese non necessariamente provoca un deprezzamento della sua valuta.
Ma esso non potrà certamente mantenere per lungo tempo elevati livelli di deficit, specie se passa da una congiuntura economica positiva ad una negativa, caratterizzata da una diminuzione di flussi di capitali a causa di stime della crescita divenute nel frattempo pessimistiche: in tal caso è lecito aspettarsi un calo del prezzo della sua divisa, che potrebbe manifestarsi anche con un certo impeto se questa è divenuta forte proprio durante il precedente ciclo economico positivo.
Situazione diametralmente opposta, di solito, nel caso in cui il Paese registri un lungo periodo di surplus.

Finanze pubbliche. I conti pubblici dei diversi Stati hanno un grosso impatto nella determinazione dei prezzi sui mercati valutari.
Conti in disordine e crescente indebitamento possono alimentare aspettative di maggiore inflazione o aumento della pressione fiscale in un dato Paese: in entrambi i casi, in una situazione di congiuntura economica negativa, cresce il rischio Paese e toccherà al tasso di cambio compensare alla mancata crescita dei rendimenti delle attività reali e finanziarie dello Stato, deprezzandosi.
L’incognita è rappresentata dai provvedimenti che possono adottare le autorità monetarie (banche centrali) di fronte ad un peggioramento delle finanze pubbliche, come, ad esempio, le manovre al rialzo sui tassi di interesse ufficiali a breve e/o a lungo termine (foto by InfoPhoto).