Moderato ottimismo. Lo raccomanda il capo economista del Fondo Monetario Internazionale nella nota che accompagna il World economic outlook pubblicato oggi. Nel documento l’istituto di Washington rivede al rialzo le stime della crescita mondiale: l’economia del nostro Pianeta crescerà nel 2012 del 3,5% (stima Fmi di gennaio +3,3%) e nel 2013 del 4,1% (stima gennaio +4%). Spiccano gli Stati Uniti tra le economie sviluppate: la previsione per quest’anno è di un Pil a +2,1% e di +2,4% nel 2013. La Cina invece crescerà dell’8,2% quest’anno, per arrivare ad un +8,8% l’anno prossimo.
Per quanto riguarda l’area euro, secondo l’istituto guidato da Christine Lagarde le misure della Bce sono state positive, ma non permettono comunque alcuna pausa. Una soluzione, suggerise il Fmi, è che la ricapitalizzazione delle banche dell’Ue avvenga direttamente da parte dei fondi di salvataggio EFSF-ESM.

Intanto, lo stesso Fondo Monetario Internazionale decide in questi giorni l’opportunità di incrementare i contributi per i Paesi in difficoltà versati dagli Stati membri. Dalle pagine del Sole 24 Ore stamattina il direttore del Fmi Christine Lagarde ha fatto sapere che la speranza è di raggiungere i 400 miliardi di dollari a favore dell’Ue. Arrivare a 500 miliardi, come auspicato dall’Europa, sarebbe impossibile data la convinzione di Stati Uniti ed alcune economie emergenti che l’Unione Europea possa uscire dalla crisi con le sue sole forze. Dell’argomento si discuterà nel G20 del prossimo weekend, e probabilmente un accordo definitivo verrà raggiunto nel summit dei 20 grandi di giugno.
Nel frattempo, le stime per la crescita dell’area euro elaborate dal Fmi lasciano spazio alla speranza. Il rischio default è infatti definito “difficile da quantificare”, ma la situazione sembra essere più stabile rispetto allo scorso anno. L’economia sarà in contrazione dello 0,3% quest’anno, ma la ripresa arriverà nel 2013 con un +0,9%. Migliorano anche le stime per l’Italia: il Pil 2012 sarà in contrazione dell’1,9% (stima di gennaio a -2,1%), mentre nel 2013 l’economia vedrà un -0,3%, (proiezione a gennaio a -0,6%). Peggiorano invece le previsioni per la Spagna, la cui economia nel 2012 si contrarrà dell’1,8% (rispetto al precedente -1,6%). Ma nel 2013 tornerà la crescita anche a Madrid, con un timido +0,1%.