i fondi immobiliari quotati a Piazza Affari non godono certo di buona salute. Colpa del crollo delle quotazioni immobiliari, ma non solo. Nonostante le cattive performance, nel solo 2013, le Sgr che gestiscono i 26 fondi quotati nella borsa italiana, hanno incassato 73 milioni come oneri di gestione – l’1,6% del patrimonio.

Dal 1999 ad oggi, questi fondi hanno speso 1,2 miliardi di euro come costi di gestione. Alcune voci non si possono cancellare – come le spese di manutenzione -, ma altre – come le consulenze – che hanno fatto salire il conto finale senza portare benefici.

Visto che questi strumenti hanno raccolto 5,4 miliardi di euro, l’incidenza degli oneri supera il 20% delle somme inizialmente depositate. Visto il mercato depresso non ci si può quindi stupire se le performance non sono brillanti: i fondi in media hanno un rendimento negativo, ed in alcuni casi le perdite si avvicinano al 70% del capitale versato.

Il governo Renzi ha cercato di venire incontro al settore, dando la possibilità, grazie ad un decreto approvato a fine agosto, di prorogare la scadenza di questi strumenti di due anni. Così non verranno venduti tanti asset a prezzo di saldo.

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