Si interrompe la fuga degli investitori dall’industria del risparmio gestito.  A distanza di un anno la raccolta torna positiva a marzo: i flussi in ingresso hanno superato quota 1,9 miliardi di euro. E’quanto si apprende in una nota diffusa oggi da Assogestioni. Dai dati diffusi dall’associazione è emerso come l’attivo per le gestioni collettive abbia superato i 2,4 miliardi di euro. Pari a mezzo miliardo i deflussi dalle gestioni di portafoglio. L’effetto mercato, l’attività di gestione e la raccolta positiva ha fatto lievitare il patrimonio che è passato da 966 a 973 miliardi di euro.

Per quanto riguarda le singole categorie i dati di raccolta sono stati positivi per i fondi obbligazionari (+3,8 miliardi) e per quelli monetari (112 milioni ). I fondi di diritto estero hanno rastrellato, si apprende dalla nota di Assogestioni, complessivamente oltre 4,2 miliardi di euro.

Alla fine del mese i prodotti esteri hanno rappresentato più del 65% del patrimonio gestito dei fondi aperti. Ai prodotti di diritto italiano è invece andato il restante 35% degli asset.

E’ scattata l’ora del rilancio per i fondi comuni italiani? I dati di marzo fanno ben sperare e un sostengo all’industria del risparmio gestito potrebbe arrivare nel corso dell’anno anche dalla riforma della gestione del risparmio che equipara il trattamento fiscale dei fondi di diritto italiano a quelli esteri.

Risparmio Gestito: febbraio in flessione

L’anno non era proprio iniziato sotto i migliori auspici. A febbraio il patrimonio dell’industria del risparmio gestito è passato da 948 a 966 miliardi di euro, per l’effetto mercato e per l’attività di gestione, nonostante siano stati registrati deflussi per 2,7 miliardi. Raccolta positiva per i fondi obbligazionari e per i prodotti di diritto estero. Deflussi per 1,7 e 1 miliardi  rispettivamente per le gestioni collettive e per le gestioni di portafoglio. Nelle gestioni collettive il 65% del patrimonio, pari a 280 miliardi di euro, è investito in prodotti di diritto estero.