Il quinto rapporto congiunturale sullo stato dell’economia siciliana elaborato dalla Fondazione RES mette in luce un pessimo quadro congiunturale, anche rispetto a quella nazionale. Le stime per il 2012 vedono una contrazione del 2,2%, con i consumi delle famiglie in ribasso del 2,5% ed il tasso di disoccupazione che salirebbe dal 14,1% al 14,3%.

Il trend negativo per l’economia difficilmente dovrebbe invertirsi nel breve, considerando che le statistiche dell’anagrafe delle imprese segnalano una nuova contrazione della base produttiva nel 2011, con il numero delle imprese attive sceso per il quarto anno consecutivo. Il prolungato calo degli investimenti fissi lordi dal 2001 è un ulteriore segnale negativo per l’economia nei prossimi mesi.

Pesanti dovrebbero gli effetti che le misure di riequilibrio dei conti pubblici recentemente varate dal Governo Monti avranno sulle famiglie dell’isola. Sulla base dei primi calcoli effettuati dalla Fondazione, il rialzo dell’IRPEF potrebbe costare alla famiglia media sino a 82,5 euro all’anno, mentre l’incremento dell’IVA, che dovrebbe passare dal 13,8% al 13,9% delle entrate della regione, dovrebbe avere un impatto limitato sui consumi di base, data la sostanziale rigidità di questi ultimi.

Un impatto limitato dovrebbe avere anche la mancata indicizzazione all’inflazione delle pensioni che superano i 1400 euro lordi. Delle 2,352 milioni pensioni erogate nell’isola, solo poco più di 600 mila, pari al 25%, superano tale soglia. Da questa statistica è evidente che, dei cinque milioni di abitati della Sicilia, uno su due percepirebbe una pensione.