Le Fondazioni che fanno riferimento ad una banca, spesso, possono trovarsi in situazioni economiche e finanziarie molto precarie. E’ il caso della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. La Fondazione MPS è gestita da un organo di amministrazione, la cosiddetta Deputazione composta da ben 7 membri. Nella giornata di ieri, come riportano le maggiori testate finanziarie del paese, la Fondazione ha deciso di cedere una quota della banca che controlla.

Il fatto è che già tempo fa, nel dicembre del 2011, le banche creditrici nei confronti della Fondazione MPS, avevano deciso di congelare il suo debito ma le avevano anche dato un ultimatum.

Ci sarebbe stato tempo fino al 15 febbraio per presentare alla Fondazione un piano di “ripartenza”. La soluzione trovata per uscire dall’impasse è stata quella di recuperare liquidi con la vendita di quote della banca. I debiti, infatti, sono arrivati a un miliardo di euro circa.

Le quote di MPS da cedere possono arrivare anche al 15 per cento, una condizione che consentirebbe alla Fondazione di avere ancora in tasca il 33,5 per cento del capitale della banca, che equivale anche ad assicurarsi il diritto di veto nelle assemblee straordinarie.

La crisi, soltanto per la cronaca, va avanti da diversi anni, almeno dal 2007, quando la MPS s’impegno in una serie di “sfortunate” operazioni finanziarie come l’acquisto di Antonveneta.