Il Fondo monetario internazionale lancia oggi un nuovo allarme, dopo quello di ieri sulla crescita economica. Nel rapporto sulla stabilità finanziaria globale, presentato oggi a Tokyo, l’istituto di Washington avverte sui maggiori rischi per la stabilità finanziaria globale e sulla continua volatilità sui mercati finanziari ed esorta le autorità, soprattutto dell’Eurozona, a prendere ulteriori misure per ripristinare la fiducia. Se non lo faranno, la situazione andrà fuori controllo con conseguenze pesanti su investimenti e crescita.

Se non verranno infatti implementate ulteriori misure e non si accelererà sulla strada dell’integrazione finanziaria e fiscale, il risultato sarà una ulteriore riduzione della leva finanziaria, che aumenterà il rischio di una stretta creditizia da parte delle banche, che faranno meno prestiti, e una conseguente recessione economica.

Secondo lo studio, la crescente pressione costringerà le banche europee a cedere asset per 2,8 mila miliardi entro la fine del 2013. Un valore che potrebbe arrivare a 4,5 mila miliardi di dollari nel caso peggiore. Ciò porterebbe a una contrazione dell’erogazione di credito del 9% nei Paesi periferici in due anni, o in uno scenario più pessimista fino al 18%. Per questo, “ulteriori sforzi politici sono necessari per ottenere una stabilità duratura”, ha detto José Viñals, financial counsellor e director dell’Fmi.

Uno sguardo viene rivolto in particolare a Italia e Spagna. Negli ultimi 12 mesi fino a giugno Italia e Spagna hanno subito pesanti deflussi di capitali. In particolare, i deflussi in Italia hanno raggiunto la quota di 235 miliardi di euro, pari al 15% del Pil. Peggio è successo alla Spagna, dove i deflussi da parte degli investitori esteri sono arrivati a 296 miliardi, ossia il 27% del Pil.