(Finanza.com) Non è stato fatto abbastanza per bloccare il diffondersi della crisi della zona euro. E’ questo il nuovo allarme lanciato dal Fondo monetario internazionale (Fmi). In un rapporto dedicato alle conseguenze delle politiche economiche di cinque tra le maggiori economie al mondo (Stati Uniti, zona euro, Cina, Giappone e Regno Unito) l’istituto di Washington ha affermato che “nonostante i progressi non è stato fatto abbastanza per fermare la diffusione delle tensioni e attenuare le ripercussioni del circolo vizioso conti-crescita-settore bancario”. Tra le preoccupazioni del Fmi non c’è solo l’eurozona, ma anche le incertezza che ruotano attorno alla politica fiscale statunitense. Sul fronte cinese il Fmi teme invece un rallentamento degli investimenti, che hanno rappresentato il maggiore driver di crescita del Paese asiatico, mentre per il Giappone i timori maggiori si concentrano sull’elevato debito pubblico nonostante la buona ripresa post terremoto. E infine c’è il Regno Unito che, secondo il rapporto, dovrebbe realizzare nuove iniziative volte a rafforzare il sistema finanziario e ristabilire la fiducia.