L’instabilità dei mercati, accompagnata ad altri eventi caratterizzanti del periodo economico attuale, hanno scoraggiato i consumatori nella loro richiesta di mutui e finanziamenti.

A giugno i dati del Barometro Crif, anticipati dal Sole 24 Ore, illuminano uno scenario di poca fiducia nell’economia nazionale.

L’instabilità dei mercati dunque, ma anche la crisi Greca, un mercato del lavoro che stenta a decollare e le disposizioni della BCE relative all’aumento dei tassi d’interesse, sono tutti eventi che hanno reso le famiglie caute nei confronti degli istituti di credito.

Il Barometro Crif, nel dettaglio, stabilisce una naturale correlazione inversa tra aumento dei tassi definito dalla BCE (reale e previsto) e diminuzione della richiesta di mutui. Ma la situazione non è così semplice e per rendere l’idea della complessità dello scenario, è importante dare qualche numero.

La flessione nella richiesta di mutui è iniziata a febbraio e ha portato l’indice, riferito al primo semestre del 2011, ad un -8 per cento complessivo.

A giugno si è registrata la performance peggiore con un -17%. Non si raccoglievano feedback simili dal gennaio 2007.

Di contro però, si dilatano i tempi per il rimborso dei finanziamenti perché sempre più famiglie vogliono restituire il prestito in 20 e 30 anni, tempistiche molto meno contemplate in passato dai consumatori.

Per quanto riguarda gli importi, mediamente sono richiesti 137 mila euro dal 30% dei mutuatari. Mentre una famiglia su 4 chiede importi tra i 150 e i 300 mila euro.