L’Agenzia delle Entrate ha messo in atto la disposizione che ha introdotto la flat tax per attirare in Italia stranieri ricchi che intendano trasferire nel nostro Paese la loro residenza fiscale. Il provvedimento era stato previsto all’interno dell’ultima legge di Stabilità e adesso è diventato una realtà concreta.

La flat tax è, in parole semplici, un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero da chi ha la residenza fiscale in Italia. Alcuni avrebbero interpretato tale provvedimento come un modo per accalappiare i molti ricchi che potrebbero lasciare la residenza a Londra in seguito alla Brexit. Tanto più che questa flat tax, da versare in un’unica soluzione, è estendibile anche ai familiari, ai quali viene applicato un forfait di 25 mila euro.

Come si accede alla flat tax

In seguito all’entrata in vigore di tale istituto, coloro che volessero beneficiarne, trasferendo in Italia la propria residenza fiscale, dovranno fare domanda preventiva all’Agenzia delle Entrate allegando apposito modulo. In seguito a tale richiesta, sarà compito dell’Agenzia delle Entrate stessa dare una valutazione in merito all’ammissibilità della domanda che porterà poi, eventualmente, a beneficiare del regime di favore della flat tax.

L’acceso a tale tipologia di tassazione, qualora ve ne siano i presupposti, può essere richiesto anche al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il periodo di imposta di riferimento è ovviamente quello relativo al momento in cui la residenza fiscale è stata trasferita in Italia.

Dati necessari per accedere alla flat tax

Chi fa richiesta di questo particolare regime di tassazione agevolato, deve produrre, tra gli altri, i seguenti dati: anagrafica, codice fiscale, indirizzo di residenza in Italia (qualora già residente), lo status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a nove periodi di imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio di validità dell’opzione, la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione, gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.