La tanto discussa riforma fiscale che il nuovo governo vorrebbe introdurre e che vede l’inserimento della Flat Tax all’interno del sistema tributario italiano, andrebbe a modificare in modo sostanziale il prelievo dei tributi da parte dello Stato.
La tassa piatta, caratterizzata da aliquota fissa o costante, è una tipologia di tassazione non progressiva che ha come obiettivi principali lo snellimento e la semplificazione del sistema fiscale, come input che possa portare alla crescita economica del nostro Paese.

Alcuni cenni storici

La tassazione costante era nell’antichità il modo più semplice per effettuare la tassazione diretta ed avveniva con il versamento di una decima in natura (beni provenienti dalla terra come olio, frutta e grano), al fine di sostentare i sacerdoti della tribù di Levi (Levitico 27:30-32; Cronache 31:5).
La tassa piatta è stata ideata da Friedman, economista statunitense nel 1956.
Si tratta indiscutibilmente di una tipologia semplice e diretta per la riscossione dei tributi, se non la più semplice in assoluto; la tassazione progressiva, invece, fa in modo che il prelievo di ricchezza sia effettuato in proporzione alla base imponibile dichiarata dal contribuente.
Un’aliquota progressiva svolge la funzione, in termini macroeconomici, di ridistribuire il reddito equamente all’interno della società, infatti in Italia la spesa pubblica è ripartita sulla base della capacità contributiva (Art.53 Cost.), limite massimo dell’imposizione tributaria.
La Flat Tax oggi è presente principalmente nei Paesi dell’Est Europa.
In Italia fu proposta fin dal 1994 da Silvio Berlusconi e più avanti nel tempo anche da diversi partiti come: il Partito Radicale di Pannella; la Destra di Daniela Santanchè; il partito Italia Nuova; Forza Italia; Lega Nord, fino ad arrivare alla proposta effettuata dal nuovo governo Lega-Movimento Cinque Stelle.

La Flat Tax nel mondo

I Paesi che hanno scelto di adottare un sistema fiscale di tipo “flat tax” sono i seguenti (circa 37, dati 2012), suddivisi in base all’aliquota percentuale media applicata:

  • aliquota 3%: Anguilla;
  • aliquota 5%: Nagorno-Karabakh;
  • aliquota 8%: Isole Vergini Britanniche;
  • aliquota 10%: Abkhazia, Andorra, Bornia ed Erzegovina, Bulgaria, Kazakistan, Kirghizistan, Macedonia, Mongolia, Timor Est, Transnistria, Turkmenistan;
  • aliquota 12%: Ossezia del Sud
  • aliquota 13%: Bielorussia, Bolivia, Russia;
  • aliquota 15%: Lituania, Mauritius, Seychelles, Ungheria;
  • aliquota 16%: Romania;
  • aliquota 20%: Estonia, Georgia, Guernsey, Jersey, Madagascar;
  • aliquota 23%: Lettonia;
  • aliquota 25%: Giamaica; Trinidad e Tobago;
  • aliquota 30%: Grenada, Tuvalu;
  • aliquota 33.3%: Guyana;
  • aliquota da 36 a 44%: Groenlandia.