L’introduzione della Flat Tax in Italia, qualora dovesse entrare in vigore la proposta del governo Lega-M5S nella versione proposta in campagna elettorale, darebbe luogo a significativi cambiamenti all’interno del sistema tributario italiano.
Secondo i piani del governo, verrà modificata dapprima la tassazione delle imprese e delle partite IVA a partire dal 2019 e solo successivamente si procederà con la modifica del sistema di contribuzione delle famiglie, entro il 2020.

Si è sentito parlare di dual tax perché le aliquote della flat tax per le partite IVA saranno due:

  • 15% per redditi fino ad 80.000 euro
  • 20% per redditi superiori agli 80.000 euro

Per le imprese vi sarà invece un’unica aliquota al 15% (oggi le società sono tassate attraverso l’IRES, imposta sul reddito delle società).

Secondo i sostenitori della flat tax come Matteo Salvini, il vantaggio di introdurre una tassazione di questo tipo si colloca nell’ipotetica diminuzione dell’evasione che ne conseguirebbe: i contribuenti infatti, essendo obbligati a pagare meno, dovrebbero essere meno incentivati ad evadere e quindi più disposti a contribuire alle spese pubbliche. Questo sistema di contribuzione dovrebbe inoltre dare un input positivo all’economia ed all’occupazione.