Il termine “tassa piatta” (in inglese Flat Tax) indica una tipologia di tassa non progressiva, ossia basata su un’aliquota fissa.

Elaborata nel 1956 per la prima volta dall’economista americano Milton Friedman è presente oggi soprattutto nei Paesi dell’Est Europa.

La proposta è stata avanzata dal governo Lega-Movimento Cinque Stelle poiché ritenuta da loro (e da altri partiti come Forza Italia) un modo per consentire all’Italia di uscire dalla pessima e gravosa situazione economica in cui si trova.

Il debito pubblico ammonta infatti a circa 2279 miliardi di euro; la stima dell’evasione fiscale raggiunge i 108 miliardi e vi è una pressione fiscale su tasse e contributi del 48% (stima dell’OCSE).

La tassa piatta andrebbe a collocarsi all’interno del nostro sistema fiscale, in particolare riformerebbe in grande misura (forse eccessivamente) la tanto discussa Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche).

Irpef: cos’è e come funziona

L’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche prevede l’esistenza di 5 aliquote progressive, o scaglioni, i quali fanno in modo che le tasse pagate incidano sulla ricchezza dell’individuo in base al proprio reddito. In sostanza, all’aumentare del reddito del contribuente, consegue automaticamente la crescita della tassazione sulla propria ricchezza.

Le aliquote Irpef prevedono quindi una tassazione ripartita in diversi scaglioni di reddito:

·   I scaglione: reddito da 0 a 15.000 euro

·   II scaglione: reddito da 15.001 a 28.000 euro

·   III scaglione: reddito da 28.001 a 55.000 euro

·   IV scaglione: reddito da 55.001 a 75.000 euro

·   V scaglione: reddito oltre i 75.000 euro

La Flat Tax invece prevede che nel 2020 le famiglie saranno divise solo in due gruppi:

·   Famiglie con reddito fino ad 80.000 euro, alle quali si applicherà l’aliquota del 15%

·   Famiglie con reddito oltre gli 80.000 euro a cui verrà invece applicata l’aliquota del 20%

Il nostro sistema tributario, ovvero l’insieme delle norme che regolano l’imposizione e l’applicazione dei tributi in Italia, fino ad oggi ha avuto come principi cardine:

· La progressività.

Il prelievo di ricchezza da parte dello Stato attraverso la tassazione è proporzionato al reddito del contribuente per cui all’aumentare del reddito cresce l’importo dovuto all’erario e viceversa quando il reddito del cittadino diminuisce, anche la tassazione subisce un ridimensionamento.

· La capacità contributiva.

Ogni cittadino contribuisce alle entrate pubbliche in funzione del proprio reddito e quindi in base alla propria capacità contributiva.

Quest’ultimo principio, sancito dall’Art. 53 della Costituzione (il quale stabilisce che “Tutti i cittadini sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”), potrebbe configurare come incostituzionale l’applicazione della Flat Tax.