Ieri, poco dopo la chiusura delle Borse europee, Fitch ha declassato di tre gradini, da ‘A’ a ‘BBB’, il merito di credito spagnolo. Tagliato anche il giudizio di breve, che da “F1” passa a “F2”. L’outlook è negativo.

La decisione di ridurre il rating è dovuta a una serie di fattori. In primis i costi legati al salvataggio del sistema bancario. Secondo le previsioni di Fitch i costi per la ristrutturazione e ricapitalizzazione degli istituti di credito iberici dovrebbe aggirarsi intorno ai 60 miliardi di euro (6% del Pil), e se lo scenario internazionale dovesse peggiore la cifra potrebbe arrivare a toccare quota 100 miliardi.

Nella nota l’agenzia di rating prevede che la Spagna rimanga in recessione per il resto del 2012 e anche il prossimo anno.  Tra i motivi alla base del declassamento c’è anche il forte indebitamento estero ed la scarsa flessibilità delle finanze pubbliche.

L’outlook è negativo e indica un’levati rischi di ulteriori downgrade. “L’outlook negativo – precisa Fitch – riflette i rischi associati a un peggioramento della crisi della zona euro, in particolare il rischio contagio dalla crisi ellenica”.

Intanto ieri il premier spagnolo, Mariano Rajoy,  ha ribadito che il Governo prenderà ulteriori decisioni sulla ricapitalizzazione del sistema bancario solo quando saranno ultimate le analisi sui bilanci delle banche, che verrà diffusa il prossimo 15 giugno.