Il downgrade di Moody’s non ha diminuito la fiducia dell’agenzia di rating Fitch sull’Italia, che ieri ha confermato il rating di lungo termine dell’Italia ad A-. L’agenzia di rating fa anche mantenuto stabile il rating a breve a F2 e il ‘country ceiling’ di AAA. Non è, comunque, una promozione a pieni voti per il nostro paese. L’outlook sul rating, infatti, è rimasto negativo in considerazione dell’incertezza politica di medio termine.

Positivo l’impegno a ridurre deficit e debito

A differenza di Moody’s, Fitch ha considerato positivamente l’impegno del governo italiano nella riduzione del deficit e del debito, così come la ratifica del Fiscal Compact. I fattori chiave per la conferma del rating sono la riforma del mercato del lavoro, quella delle pensioni, l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione a l’approvazione del Fiscal Compact, i quattro pacchetti fiscali approvati nell’ultimo anno e le performance economiche e fiscali in linea con le attese.

Tra i fattori di rischio che sono alla base della conferma dell’outlook negativo, Fitch ha, invece, citato il potenziale di un indebolimento a breve e medio termine della situazione economica, la deviazione dalle perfomance fiscali che Fitch prevede, l’incertezza politica nel medio termine e il peggioramento delle condizioni di finanziamento fiscale legate a uno shock interno o esterno, come il fallimento della politica europea nel prendere immediate decisioni che assicurino la stabilità dei mercati del debito sovrano e nel rispettare le decisioni prese negli ultimi summit, così come il possibile contagio della Grecia.