Se al vaglio dei tecnici del ministero dell’Economia c’è l’aumento dell’Iva, nella stra-annunciata riforma epocale del fisco, è cosa nota. Ma l’ipotesi di scuola sull’aumento dell’Iva giunge a noi da Oltralpe.

Infatti la Francia registra un gettito fiscale di entrate nelle casse statali molto alto, proprio grazie all’Iva. Ma secondo gli analisti e i tecnici dell’ufficio studi dell’Agenzia dell’Entrate, la situazione francese, applicata a noi, è fuorviante.

Partiamo da un dato che la dice lunga sull’anomalia Italia, che è l’evasione fiscale.

In Francia infatti l’evasione dell’imposta sui consumi, cioè sull’Iva, è bassissima se si raffronta con l’evasione della stessa Iva in Italia. In Francia questo permette all’esecutivo di Sarkozy, di avere due aliquote Irpef sui primi parametri di reddito, riferite al 5,5 e al 14 per cento.

Cifre queste che sfigurano rispetto alle aliquote italiane che sono 23 e 27 per cento. Ma perché i francesi possono permettersi aliquote Irpef così ridotte? La risposta è presto data: il gettito Iva in Francia, vale il doppio di quello dell’Irpef. Esattamente l’opposto di quanto accade in Italia.

Ma se si aggiunge che tra le altre cose l’Iva in Francia è di circa il 15 per cento, ecco che l’Italia appare come una specie di bella addormentata … in Europa.

In sostanza se si facesse scendere il livello dell’evasione fiscale in Italia, al livello di quello dei francesi, forse saremmo la nazione più ricca d’Europa dopo la Germania.