Tra addizionali, imposte, tasse, tributi e ritenute, sono più di un centinaio le voci passive che gravano ogni anno sugli italiani.
La prime dieci imposte, scrive la Cgia di Mestre, assicurano all’Erario quasi 413,3 miliardi di euro dei 472 di entrate tributarie annue e a pesare di più sono Irpef e Iva.
L’Irpef, specifica l’associazione mestrina, garantisce allo Stato un gettito che arriva a quasi 164 miliardi di euro all’anno, mentre l’Iva attinge alle tasche dei cittadini per oltre 93 miliardi: le due imposte, assieme, incidono per più del 54% sul totale delle entrate tributarie.
Per le aziende, invece, sono l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive), con 33,2 miliardi di gettito annuo, e l’Ires (Imposta sul reddito delle società), con 32,9 miliardi di euro, a pesare più di tutte sui bilanci.

Quest’anno – il commento del segretario della Cgia Giuseppe Bortolussiciascun italiano pagherà mediamente 11.800 euro di imposte, tasse e contributi previdenziali. E in questo conto sono compresi tutti i cittadini, anche i bambini e gli ultra centenari. Tuttavia, il dato disarmante è che gli italiani non usufruiscono di servizi adeguati. Molto spesso, nel momento del bisogno, il cittadino è costretto a rivolgersi al privato, anziché utilizzare il servizio pubblico”.
Questa situazione – ha continuato – si traduce in un concetto molto semplice: spesso siamo costretti a pagare due volte lo stesso servizio. Gli esempi che si possono fare sono moltissimi: succede se dobbiamo inviare un pacco, se abbiamo bisogno di un esame medico o di una visita specialistica, di spostarci, ma anche nel momento in cui vogliamo che la giustizia faccia il suo corso in tempi ragionevoli con quelli richiesti da una società moderna”.

Per l’elenco completo delle cento tasse stilato dalla Cgia cliccare qui.

photo credit: Phillip via photopin cc