Niente Imu sulla prima casa e stop all’aumento dell’Iva.
Le misure provvisorie decise dal governo all’inizio dell’estate saranno, almeno per quest’anno, “stabilizzate”. Almeno è ciò che sostiene il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che, tuttavia, per l’annuncio ufficiale rimanda all’inizio autunno, quando il governo avrà concretamente individuato tempi e modi per attuare i rinvii.
Per quanto riguarda il nodo Imu, oggi al ministero del Tesoro si incontreranno i tecnici del dicastero e i tre rappresentanti dei tre partiti di maggioranza per analizzare la fattibilità e la copertura finanziaria delle manovre alternative al prelievo dell’imposta municipale unica congelato lo scorso mese.
L’esecutivo ha poco più di un mese per sciogliere la delicata (per gli equilibri in Parlamento) questione: il consiglio dei Ministri, infatti, più volte ha ribadito di voler affrontare tutti i principali temi economici in agenda entro fine agosto. Temi che in questo week end sono stati ricordati dal capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, nelle frequenti uscite televisive che lo hanno visto protagonista: “adesso l’Italia ha bisogno di pensare alle cose concrete, vale a dire all’Iva, all’Imu, alla grande riforma fiscale, a come rilanciare l’economia, ma soprattutto ai pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese”, ha rimarcato l’ex ministro.
Tra le ipotesi allo studio per le imposte sulla casa, ancora, sembra che stia sempre prendendo corpo l’idea di una tassa unica che comprenda Imu e Tares: prospettiva di cui si discute da settimane ma la cui realizzazione sembrerebbe generare seri problemi di identificazione di quanto dovuto dal proprietario e quanto dall’affittuario, visto che la tassa sui rifiuti, oggi, è pagata dagli inquilini, mentre l’Imu dai proprietari.
Oltre alla tassazione in senso stretto, il capitolo casa attende anche una sostanziale riforma del catasto, operazione che richiede un bel po’ di anni: sulla base di questa andrebbero rivalutati gli immobili di lusso e l’Imu dovrà poi essere ricalcolata sulla base dei metri quadrati dell’abitazione e al numero di persone che ci dimorano, compresi gli anziani a carico (e non più solo i figli).

La copertura dei rinvii. Ciò che pare inevitabile, ormai, è un nuovo rinvio del pagamento dell’Imu: anche se il governo dovesse chiudere la questione entro il 31 agosto, infatti, sarebbe difficile per il contribuente (e gli uffici preposti) pagare (e incassare) l’imposta entro il 16 settembre, termine fissato per la rata inizialmente prevista a giugno. La copertura di questo nuovo slittamento rimarrebbe comunque quella individuata dal governo, cioè l’aumento degli acconti Ires e Irpef.
Ma anche l’aumento dell’Iva, come dichiarato dal ministro Zanonato, dovrebbe slittare ancora (forse a fine anno) e le risorse sono ancora da trovare.
L’ipotesi più accreditata, in tal caso, resta quella del ministro del Tesoro, Fabrizio Saccomanni: la copertura arriverebbe dunque dall’anticipo di quasi 10 miliardi di euro dei pagamenti della Pubblica amministrazione previsti per il 2014, operazione che prevede l’emissione di fattura e il pagamento dell’Iva da parte delle aziende creditrici.