Si fanno più difficili i rapporti tra Google e il fisco italiano. Una verifica “extraprogramma” della Guardia di Finanza ha rilevato che il colosso di Mountain View potrebbe non aver dichiarato circa 240 milioni di euro di ricavi per un ammontare non versato all’erario di circa 96 milioni di euro. 

Lo ha reso noto ieri il sottosegretario al ministero del Tesoro Vieri Ceriani nel corso di un’interrogazione parlamentare. L’attenzione del fisco è attualmente sul colosso di Mountain View ma nulla esclude che altri possano finire nel mirino, come per esempio Amazon o Apple.

La scappatoia legale utilizzata da Google consiste nel dichiarare nel paese, solamente le provvigioni girate dalla sede Google Inc. o Google Ireland per meri servizi di marketing and services agreement. In pratica gli uffici italiani di Google sarebbero solamente un intermediario mentre gli ingenti introiti da raccolta pubblicitaria vengono tassati dal più amichevole fisco irlandese.

Il problema andrebbe risolto a livello comunitario. Per il momento il fisco italiano può fare leva solo sul presupposto che gli uffici di Google in Italia siano non solo un semplice intermediario, ma una vera e propria organizzazione nel Paese, dunque non solo strumentale.

Gli stessi temi vengono in questi mesi dibattuti anche in altre nazioni come Francia, Germania, Gran Bretagna e Australia. Proprio in Germania il Parlamento è chiamato a discutere in questi giorni una proposta di legge che obbligherebbe Google a condividere i ricavi della raccolta con gli altri editori e produttori di contenuti online che vengono indicizzati dal motore di ricerca. Una proposta condivisa anche dalla Federazione degli editori di Italia e Francia.

In risposta alla notizia Google Italia ha confermato di rispettare “le leggi fiscali in tutti i Paesi in cui opera” e di essere pronta a collaborare con le autorità locali. La battaglia sembra tuttavia solo all’inizio e il colosso di Mountain View potrebbe fare leva sulla libertà e fruibilità di contenuti che permette a miliardi di utenti nel mondo. Su questa linea in Germania è stata inaugurata una campagna online chiamata: “Difendi la tua rete. Continua a trovare quello che cerchi”.