In 40 anni siamo arrivati a un sistema super-complesso, soprattutto lato imprese. Ci sono, per esempio, 704 agevolazioni, ancora un numero esagerato”. Il Fisco conta ormai “108 adempimenti e 113 pagamenti l’anno, comprensivi di quelli che si fanno all’Agenzia delle Entrate, all’Inps, all’Inail, agli enti locali”. A rilevarlo è il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, nel  suo intervento alla presentazione del libro “Il Salasso” di Dino Pesole, ospiti anche il ministro Grilli e l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, tenutasi ieri al Cnel, durante il quale ha ricordato i passi compiuti e quelli ancora da compiere per raggiungere una semplificazione del sistema fiscale italiano. “Abbiamo cambiato 60 comunicazioni, esaminato 108 adempimenti per cittadini e imprese, stiamo parlando con le categorie e se possibile procederò per via amministrativa immediatamente. Altrimenti chiederò un intervento al governo”.

Ritardi Pa e Cud. Il direttore dell’Agenzia, ancora, ha parlato anche dei costi dei ritardi della Pa addebitati ai contribuenti, ammettendo che “nonostante le accelerazioni, forse andrebbe cambiata la norma sugli interessi imputabili ai ritardi della pubblica amministrazione” e che “non dovrebbero essere addebitati al contribuente o si dovrebbe prevedere un forfettizzato che non prenda in considerazione i ritardi delle comunicazioni”, e dell’intenzione di eliminare il Cud. “Sto cercando di togliere il Cud, quel pezzo di carta che il sostituto d’imposta dà al dipendente che lo porta al Caaf e poi arriva a noi. Perché il Cud non ci arriva direttamente in via telematica? Bisognerebbe cambiare la norma, tutte cose che possono essere fatte ma che non sono state fatte”.

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