Ancora in picchiata il gettito Iva, pesantemente colpito dalla crisi.
Secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, nei primi dieci mesi dell’anno gli incassi Iva hanno fatto segnare un calo del 3,9%, equivalente ad oltre 3,4 miliardi di entrate in meno.
Tra gennaio e ottobre, specifica il Tesoro, l’Iva sugli scambi interni è diminuita dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2012, mentre quella sulle importazioni, a conferma del “ciclo economico sfavorevole”, è crollata arrivando a sfiorare quota -20%.
Qualcosa tuttavia dovrebbe cambiare, almeno per quanto riguarda il mercato nazionale. A ottobre, si legge nel bollettino delle Finanze, il gettito Iva ha recuperato lo 0,7% sul dato relativo al mese di settembre, +3%, confermando una ripresa già rilevata a luglio (+1,2%) e giugno (+4,5%).

Giù anche il totale degli incassi Irpef, -1,1% (circa -1,4 miliardi), soprattutto per il -13,6% fatto registrare dai versamenti in autoliquidazione, e dell’imposta sul consumo dei tabacchi (-5,2%, -476 milioni), mentre sono aumentati quelli legati all’Ires, +2% (+419 milioni), e all’imposta di bollo (+24,5%, vale a dire +1,254 miliardi). Una grossa spinta è arrivata tuttavia dalle imposte sostitutive su ritenute, interessi e altri redditi di capitale, +22,3% (+1,77 miliardi), e da quelle sui redditi di capitale e sulle plusvalenze (+897 milioni di euro).
Le entrate prodotte dall’attività di accertamento e controllo nello stesso periodo sono risultate pari a 5,843 miliardi: di questi 3,824 miliardi (-2,7%) sono arrivati dalle imposte dirette e 2,019 dalle imposte indirette.
Le entrate tributarie, nel complesso, sono risultate pressoché stabili.