Il primo annuncio, come spesso capita negli ultimi tempi, è arrivato con un tweet del presidente del Consiglio Enrico Letta: “Avevo promesso ad aprile abolizione finanziamento pubblico partiti entro l’anno. L’ho confermato mercoledì. Ora in cdm manteniamo la promessa”. Quale sia il contenuto preciso della riforma nessuno lo sa, per cui le cifre che Il Fatto quotidiano mette in bocca a quelli del M5S - che sono quelle del ddl approvato alla Camera, forse sono corrette, ma forse no, visto che sul tema l’unica cosa che sappiamo è – sono le parole del premier – che: “il testo votato oggi è quello del ddl approvato dalla Camera. Con qualcosa in più”. Quale sia questo qualcosa nessuno lo sa…

Facile che ci sia un regime transitorio – ovvero un periodo in cui i partiti continueranno ad accedere ai finanziamenti pubblici -, della sua durata vi terremo aggiornati… E quindi un periodo in cui i partiti continueranno a prendere i soldi pubblici ed avranno accesso al nuovo sistema, è una cosa normale ma bisogna vedere come verrà strutturata… Anche perché tecnicamente il sistema del 2% potrà partire solo nel 2015…

A regime il sistema dovrebbe basarsi su un sistema simile all’otto per mille, ovvero in dichiarazione dei redditi potremo indicare che intendiamo finanziare un partito. Il premier ha assicurato che ci sarà una differenza rispetto all’otto per mille: se non indicheremo un partito il nostro due per mille non andrà a nessuno… E sembra che ci sia un tetto massimo di 61 milioni di euro per l’attribuzione dei rimborsi.

Accanto a questo sistema sarà possibile ottenere delle donazioni da persone fisiche e giuridiche con dei limiti: 300.000 euro per le prime e 200.000 per le seconde. Sarà possibile ottenere donazioni anche via sms. Le detrazioni saranno pari al 37% fino a 20.000 euro e del 26% per le somme al di sopra di questo valore (ma è facile che le cifre possano cambiare…).

Chi supera i limiti per le donazioni pagherà una multa pari al doppio di quanto percepito in eccesso. Se non lo farà sarà escluso dai finanziamenti del due per mille per tre anni. Ci sarà infine “l’obbligo di certificazione esterna dei bilanci dei partiti. Negli anni scorsi uno dei grandi probemi è stata l’opacità dei bilanci, questo meccanismo molto stringente renderà impossibile che si torni agli scandali degli anni scorsi”. Speriamo.
photo credit: Enrico Letta via photopin cc