Il mese di luglio è stato condizionato dall’altalena dei titoli finanziari tenuti sotto scacco dalle minacce delle agenzie di rating che vogliono declassare i titoli statunitensi e hanno già definito titoli spazzatura quelli portoghesi, disprezzando infine gli sforzi greci.

Le borse di tutto il mondo hanno sofferto dell’incertezza del panorama politico. Dopo il crollo di Wall Street che ha trascinato con sé anche gli indici nostrani, c’è stata grande attesa per i mercati asiatici e gli analisti sono andati alla ricerca dei titoli forti per risollevare l’economia del Vecchio Continente.

Gli istituti di credito e gli assicurativi sono stati identificati come l’anello debole del sistema finanziario, ma molte accuse provenienti dagli stati, per esempio dalla Camera italiana, si sono concentrate sull’attività delle agenzie di rating.

Quel che alcune associazioni di consumatori hanno fatto notare con delle proteste è che la speculazione finanziaria incide soprattutto sulla vita dei cittadini, determinando degli aumenti sconsiderati dei prezzi dei beni primari.

Nel nostro paese, poi si è parlato anche delle vicende economiche che coinvolgono più o meno direttamente il Premier, ed in particolare del risarcimento di Fininvest a Cir e delle manovre di Mediaset per diventare il primo operatore nel mercato delle torri tv.

Ultimi ma non certo per importanza i rincari della benzina, la vendita della Tirrenia, il superamento di Ryanair su Alitalia in termini di fatturato e passeggeri trasportati, l’importanza dei beni di rifugio.