“La mente umana non è predisposta per la finanza, non siamo programmati per gestire i nostri soldi. Nei mercati finanziari la mente è messa alla prova in un ambito in cui funziona male. E proprio per questo è importante il ruolo della consulenza”.

Lo ha spiegato Paolo Legrenzi, personalità accademica di rilevanza internazionale in tema di finanza comportamentale, nell’ambito della presentazione oggi a Milano del bilancio del primo anno di lavori del Laboratorio di Economia Sperimentale Swiss & Global – Ca’ Foscari coordinato dallo stesso Legrenzi.

 “La crisi – ha affermato Legrenzi – ha fatto saltare molte certezze ed ha evidenziato l’eccessiva facilità a pensare sui tempi brevi, il shortism, e il peso delle esperienze e delle informazioni più recenti, rispetto ad un esame basato su una prospettiva temporale di lunga durata. Queste due tendenze generali della mente umana rendono molto utile l’interfaccia di un esperto tra se stessi e i propri risparmi. Far da sè, in questo campo, può fare molto male, anche a chi è esperto di finanza. La nuova sfida del servizio al cliente – afferma ancora il professore – è quindi dare agli intermediari finanziari nuovi strumenti che possano aiutarli a  supportare gli investitori nell’affrontare con lucidità le scelte di investimento, anche riducendo al minimo l’impatto delle forti emozioni (dall’euforia al panico)“.

Anche perché – è convinzione di Legrenzi – in Italia l’educazione finanziaria è piuttosto modesta. Ma c’è di più. Al risparmiatore italiano serve un punto di riferimento, anche perché “condividere la propria situazione economica è visto come un tabù, come qualcosa di intimo, e questo fa crescere la necessità di un consulente. Perché il risparmiatore non compra il prodotto finale ma ha una relazione con un esperto che conosce”.

Un esempio degli errori cognitivi caratteristici degli italiani? “Le famiglie italiane – ha spiegato Legrenzi –  hanno troppe case rispetto a quante ne serviranno nei prossimi anni (rispetto alla dinamica demografica, ndr) e dietro questi errori ci sono le emozioni”.