In genere agosto è un mese di fisiologica flessione delle borse tanto che gli investitori “domestici”, quelli che giocano in borsa senza ambizioni speculative o ribassiste, ne approfittano per fare qualche acquisto.

L’estate 2011 però è stata decisamente drammatica, ripercorriamo insieme le tappe della crisi. Se si fosse trattato di un calo fisiologico, non ci sarebbe stato alcun allarme recessione in giro.

Invece si continua a parlare dei miliardi d’euro bruciati nelle piazze affari di tutto il mondo e delle incertezze che arrivano dagli stati, apparentemente incapaci di varare riforme strutturali per risollevare l’economia.

La notizia che ha diffuso il panico è arrivata sui mercati all’inizio di agosto quando la Fed ha dichiarato di voler mantenere i tassi bassi fino a metà 2013. Un annuncio del genere indica un malfuzionamento del sistema economico.

A far paura è la recessione o comunque una battuta d’arresto per la crescita americana che si riflette sui listini di tutto il mondo.

Un rallentamento vuol dire anche che gli stati che hanno accumulato molti debiti, faticheranno ad estinguerli.

In Europa poi, oltre ai segnali negativi che sono arrivati dall’Italia, si parla delle zavorre economiche, rappresentate dalla Grecia e dalla Spagna.

Per chiudere il quadro però, bisogna ricordare che anche il Dax tedesco, dal 29 luglio in poi, è riuscito a perdere circa il 22 per cento del suo valore.