I dati relativi al mondo dell’automobilismo, in generale e soprattutto nel Vecchio Continente, lasciano a desiderare. Si producono molte macchine, ma troppe rispetto a quelle richieste dal mercato tanto da dover esternalizzare molti settori produttivi. Il caso Fiat è emblematico. 

In questi giorni e dall’inizio dell’anno, si sente parlare della Fiat per tanti motivi. L’ultimo in ordine cronologico è l’abbandono del progetto Fabbrica Italia, ma in realtà Fiat da tempo è alle prese con una crisi produttiva che sembra quasi senza uscita.

Così per Marchionne, ogni scelta, oggi, sembra una exit strategy. Fatto sta che la Fiat cresce, cresce ancora, ma non nei luoghi maggiormente visibili, nel senso che se anche in Italia non vive una stagione di gloria, i suoi risultati sono a dir poco impressionanti in Sud America.

In questo senso fa un paragone molto interessante Il Sole 24 Ore che spiega come in Brasile la Fiat produca il 60 per cento in più di veicoli, di quanto sappia fare in Italia e soprattutto lo fa con il 60 per cento in meno dei dipendenti.

Una situazione strana che sottolinea ancora una volta qualche pecca nella gestione nostrana dell’azienda. In Brasile, la Fiat si configura come market leader dai grandi numeri, basta pensare che nello stabilimento di Betim, ogni anno si producono circa 745 mila veicoli.