L’ultimo vero re d’Italia, l’avvocato Gianni Agnelli tra le tante frasi celebri che ha coniato, aveva anche detto che: “Quello che va bene per la Fiat va bene per l’Italia”. La frase va bene ancora oggi? Direi di no: Già nel 2013 Fiat-Chrysler produce in Italia poco più di 400.000 auto su una produzione totale che supera i 4 milioni di veicoli. E se facciamo un passettino indietro, nel 2012, nel nostro paese, sono state prodotte meno auto che in Repubblica Slovacca e 1/3 di quelle prodotte in Spagna.

E domani? Il Lingotto non dice ancora nulla, ma la società che nascerà dalla fusione con ogni probabilità – lo scrive anche il Financial Times – verrà quotata a New York entro l’anno (forse in accoppiata con Piazza Affari). Ed è difficile immaginare che anche la sede resti a Torino. Con ogni probabilità verrà seguito il modo della fusione tra Fiat Industrial e Cnh – ovvero il settore che produce camion e trattori.

Dalla loro unione è nata Cnh Industrial (dal nome è sparito l’acronimo Fiat) con sede legale in Olanda. In questo modo si pagano molte meno tasse. Nella nuova società, meno del 10% de fatturato viene realizzato in Italia…

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