Criticatelo quanto volete ma ancora una volta Sergio Marchionne ha dimostrato di avere doti non comuni. Per l’acquisto del 41,5% della Chrysler in mano a Veba – il fondo sanitario del sindacato americano Uaw -, la Fiat pagherà 3,65 miliardi di dollari – ovvero circa 2,7 miliardi di euro.

Di questi soldi però, solo una parte uscirà dalle casse del Lingotto – esattamente 1,75 miliardi di dollari, mentre la parte restante, ovvero 1,9 miliardi di dollari arriverà come dividendo straordinario da parte di Chrysler. In questo modo la Fiat potrà arrivare al controllo del 100% di Chrysler.

Come rileva il Wall Street Journal ”Il prezzo è molto buono per Fiat, è molto migliore di quanto chiunque si attendesse“. Basti dire che gli analisti prevedevano che il Lingotto avrebbe dovuto pagare 5 miliardi di dollari per salire al 100% di Chrysler. A questo bisogna aggiungere che per un rapporto della Banca Imi, un prezzo inferiore ai 4,4 miliardi di dollari avrebbe aggiunto un 15% al prezzo delle azioni Fiat.

E’ probabile che i risultati in Borsa (+12,6% è l’ultima quotazione del titolo) siano determinati anche dal fatto che il Lingotto non dovrà procedere ad alcun aumento di capitale. Il closing è previsto entro il 20 gennaio 2014. Ovvia la soddisfazione di John Elkann ”Aspetto questo giorno sin dal primo momento, sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chrysler“.

Secondo il presidente della Fiat “Il lavoro, l’impegno e i risultati raggiunti da Chrysler negli ultimi 4 anni e mezzo sono qualcosa di eccezionale. Colgo questa opportunità per dare formalmente il benvenuto a tutte le persone di Chrysler nella nuova realtà frutto dell’integrazione di Fiat e Chrysler“.

E’ ovvio che il Lingotto ha vinto la partita finanziaria, ma ora resta sul tappeto la sfida più difficile da affrontare, visti i risultati nel mercato automobilistico: vincere la partita industriale

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