Per sapere quale sarà il futuro di Fiat Chrysler bisognerà aspettare la prima settimana di settembre. Dovremo aspettare questa data per sapere quanti azionisti di Fiat avranno esercitato il diritto di recesso dopo l’assemblea che ha votato la fusione fra le due case automobilistiche per creare la Fca (Fiat Chrsyler Automobiles). Il Lingotto pagherà 7,7 euro per ogni azione a chi eserciterà il diritto di recesso e la fusione andrà in porto solo se l’esborso complessivo richiesto alla Fiat non sia superiore ai 500 milioni di euro.

La tempistica è stata annunciata in un comunicato dal Lingotto, a seguito delle sollecitazioni giunte dalla Consob, dopo che la scorsa settimana il titolo Fiat ha lasciato il 9% del suo valore in un paio di giorni. Un calo che sarebbe dovuto ad  indiscrezioni sul numero di richieste di recesso già pervenute. La casa automobilistica aggiunge poi che “non si attende nessun impatto sui rapporti con Chrysler nel caso in cui la fusione non venisse perfezionata”. Insomma fusione o meno, non ci sarà “alcun impatto sui rapporti tra Fiat e Chrysler, che è ad oggi un controllata totalitaria di Fiat e continuerà ad essere una controllata totalitaria di FCA a seguito della fusione. Chrysler non è parte della fusione che riguarda Fiat, e non vi sarà alcun cambiamento nella configurazione giuridica di Chrysler a seguito di questa operazione”.

Un’altra precisazione riguarda il debito: qualunque sia il risultato, non ci sarà “alcun impatto sul debito di Fiat o di Chrysler, né sarebbe atteso alcun incremento dei costi operativi. Come Fiat ha dichiarato, non ci si attende che il perfezionamento della fusione comporti alcun significativo risparmio di costi operativi o sinergia”. Il comunicato in ultima battuta ricorda infine che “ove, a seguito dell’esercizio del diritto di recesso da parte degli azionisti, il limite di 500 milioni di euro fosse superato, la fusione non sarebbe perfezionata, non sarebbe pagato alcun valore di liquidazione e gli azionisti che avessero esercitato il diritto di recesso continuerebbero a detenere le relative azioni, senza ricevere il valore di liquidazione”.

Intanto il titolo nelle ultime sedute ha dimostrato di essere in recupero…

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