Dal punto di vista fiscale non posso impedire alla Fiat di fare delle scelte che sono economicamente convenienti per loro. Verificheremo il pieno rispetto delle leggi fiscali italiane”.
È quanto ha riferito ieri il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, a proposito del trasferimento della sede fiscale a Londra da parte della Fiat.
Mercoledì, infatti, il Lingotto ha reso noto la nascita della nuova holding, Fiat Chrysler Automobiles, con sede legale in Olanda e domicilio fiscale in Inghilterra.
Il nuovo organismo industriale è già stato avvallato da Gran Bretagna e Paesi Bassi e di fatto ripercorre il modello già adottato per Cnh-Industrial, anche se Fiat specifica che per quest’ultima “la residenza fiscale nel Regno Unito dipende dalla circostanza che la sede centrale gestionale e organizzativa di Newco sia situata, in tutto o in parte, nel Regno Unito”,

Non sono una persona che può giudicare, applico la legge. Siccome c’è libera circolazione di capitali e dei beni e servizi, è un fatto normale su cui il Fisco non può intervenire se non attraverso le regole di legge”, ha dichiarato Attilio Befera a proposito della scelta del Lingotto: se “dopo il trasferimento della sede avrà delle stabili organizzazioni e delle società in Italia, queste ultime pagheranno le tasse in Italia”.
Ciò è legalmente possibile, ha aggiunto il direttore delle Agenzie delle Entrate, perché un’azienda che in Italia ha “una stabile organizzazione”, se “intende operare in modo tale da essere considerata residente ai fini fiscali esclusivamente nel Regno Unito, pur essendo una società costituita nei Paesi Bassi”, può essere considerata estera.