Sergio Marchionne ha assicurato che Fiat non chiuderà altri impianti in Italia. Il top manager, parlando dal Salone dell’Auto in corso a Detroit, ha ammesso la presenza di numerosi problemi ma ha assicurato al tempo stesso il mantenimento delle infrastrutture nel Paese, come dimostra l’investimento allo stabilimento di Melfi recentemente annunciato.

L’Ad ha poi posto l’accento sulla questione della cassa integrazione a Melfi. E’ in corso l’installazione di nuove linee, ha dichiarato l’Ad, e si continuerà a produrre la Punto, “non capisco qual è il problema”, ha detto.

La società torinese ha infatti richiesto questa mattina per lo stabilimento di Melfi la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale dall’11 febbraio 2013 al 31 dicembre 2014. La notizia è stata resa nota a metà giornata dalla Fiom-Cgil che, attraverso una nota, ha espresso forte preoccupazione perché “ad oggi non si conoscono i dettagli degli investimenti per lo stabilimento”.

Giusto lo scorso 20 dicembre Marchionne e John Elkann, alla presenza del premier Mario Monti, avevano presentato la strategia per il futuro dello stabilimento lucano. I vertici del Lingotto avevano annunciato 1 miliardo di euro di investimenti per la produzione di due minisuv. La cassa integrazione dovrebbe interessare, alternativamente, una delle due linee produttive. Quella che rimarrà in funzione continuerà a produrre la Punto, mentre tutti gli operai dovrebbero essere interessati a rotazione nel periodo di cassa integrazione.