Il 2011 è stato un anno di svolta per Fiat. Dopo lo scorporo di Fiat Industrial avvenuto a inizio anno, i conti del Lingotto hanno beneficiato, a partire dal mese di giugno, del contributo della statunitense Chrysler. Queste operazioni hanno consentito al gruppo Fiat-Chrysler di chiudere l’esercizio da poco terminato con ricavi per 59,59 miliardi di euro e un utile netto pari a 1,65 miliardi, di cui 1 miliardo legato alle plusvalenze straordinarie sulle quote di Chrysler acquistate a costo zero.

Nel complesso si tratta di risultati che hanno permesso all’a.d. Sergio Marchionne di centrare tutti gli obiettivi prefissati dal piano industriale. Nonostante nel 2011 il gruppo abbia venduto complessivamente 4 milioni di veicoli, la quota di mercato di Fiat-Chrysler in Europa è però scesa al 6,9% (-0,8%) mentre in Italia la quota si è attestata al 29,4%, con una riduzione di 0,9 punti percentuali.

Da rilevare che nel corso del 2011 Fiat ha realizzato ulteriori importanti passi avanti nel processo di integrazione con Chrysler, aumentando la propria quota di partecipazione dall’iniziale 20%, previsto nell’accordo relativo all’alleanza, all’attuale 58,5%.

Caute le previsioni rilasciate dai vertici del Lingotto per l’intero 2012. Le aspettative sono condizionate dal difficile contesto economico in cui versa il Vecchio Continente. Il gruppo Fiat-Chrysler prevede di chiudere il 2012 con ricavi in crescita a 77 miliardi di euro e un utile compreso tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro.  Viste le difficoltà in Europa, Fiat-Chrysler potrà fare affidamento soprattutto sui risultati di Nord America, America Latina e Asia-Pacifico per le quali sono state confermate le aspettative di crescita. Unica nota stonata per gli azionisti la decisione di distribuire il dividendo solo a chi detiene azioni a risparmio e privilegiate con una cedola rispettivamente di 0,217 euro.