Janet Yellen è capo della Federal Reserve, mentre Christine Lagarde guida il Fondo monetario internazionale. Angela Merkel è alla guida della principale economia europea, mentre altre due sono governatrici della banca centrale russa e di quella israeliana.
Questi risultati oggi ci sembrano normali, ma se ci pensate bene fino a pochi anni fa sarebbero stati considerati impensabili… Questo non ci deve far dimenticare che il contributo delle donne all’economia mondiale è di molto inferiore al suo potenziale, anche perché hanno molto spesso impieghi precari e sottopagati rispetto al mondo maschile.

Il Global Gender Gap Report del 2013, che misura la differenza tra i generi in termini di risorse ed opportunità mostra che l’Italia, per la prima volta da un po’ di tempo è migliorata, visto che risale dall’ottantesimo al settantunesimo posto. Diciamo che come inizio potrebbe essere incoraggiante…

Per cambiare verso – per rubare lo slogan di Matteo Renzi – c’è bisogno di intervenire su più fronti… dalla formazione scolastico, ai media per cambiare la cultura imperante, all’organizzazione del lavoro ed al welfare aziendale, fino all’organizzazione della società.

Questi cambiamenti non sono solo giusti ma sono pure convenienti, visto che è ormai chiaro che una maggiore parità di genere produce più benessere economico

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