Il fermo amministrativo è una delle procedure cautelari che fa scattare Equitalia, disponendo il blocco dei veicoli intestati al debitore, in caso di mancata riscossione del debito entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale (120 per i debiti fino a 1.000 euro).

Fermo auto illegittimo

Il blocco dell’auto non può essere disposto, ovvero l’iscrizione al Pubblico registro automobilistico (PRA) del fermo sul veicolo è illegittimo, se è intervenuto un provvedimento di sospensione o annullamento del debito, o se è intervenuta la prescrizione dei crediti.

Il fermo deve essere immediatamente cancellato, o non iscritto, se il Giudice tributario ha annullato la cartella di pagamento, anche se la sentenza non è ancora divenuta definitiva ed è pertanto soggetta ad appello.

La prescrizione dei crediti, lo ricordiamo, segue regole diverse a seconda del motivo per il quale si è ricevuta la cartella esattoriale:

  • 5 anni per tributi locali, multe, contributi previdenziali;
  • 10 anni per imposte e canone RAI;
  • 3 anni per il bollo auto.

In ogni caso, prima dell’attivazione del fermo amministrativo Equitalia è obbligata per legge ad inviare al debitore una comunicazione di preavviso nel quale invita il cittadino a mettersi in regola nei successivi 30 giorni, trascorsi i quali l’Ente di riscossione può procedere al fermo auto senza inviare ulteriori comunicazioni. Il fermo auto è dunque illegittimo se si dimostra che Equitalia non ha inviato tale preavviso. Inoltre, per essere valido, il preavviso di fermo deve riportare non solo il debito dovuto, ma anche le singole causali, ovvero le cartelle di pagamento non saldate cui esso si riferisce.

Bloccare il fermo auto

Durante i 30 giorni dal preavviso, per impedire il fermo auto il debitore può:

  • saldare integralmente il debito;
  • richiedere la rateazione del debito e versare la prima rata;
  • impugnare l’atto (in questo caso il fermo viene sospeso, ma non cancellato);
  • dimostrare che il veicolo risulti strumentale all’attività di impresa o della professione da lui esercitata (decreto legge n.69/2013 cd. “decreto del fare” convertito con modificazioni dalla legge n. 98/2013);
  • dimostrare che l’auto è ad uso persona diversamente abile;
  • dimostrare che l’auto è funzionale all’assistenza ad un disabile (anche se intestata ad un familiare che usufruisca dei permessi ex legge 104.