Il fermo amministrativo è una delle procedure cautelari che può mettere in atto Equitalia in caso di mancata riscossione del debito. Con il fermo amministrativo l’Ente di riscossione dispone il blocco dei veicoli intestati al debitore.

Quando scatta il fermo amministrativo

Se dopo 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale (120 per i debiti fino a 1.000 euro) il cittadino non ha provveduto al pagamento, non ha ottenuto una rateizzazione o non è intervenuto un provvedimento di sospensione o annullamento del debito, Equitalia può attivare le procedure previste dalla legge per tutelare e riscuotere il credito degli enti che le hanno affidato l’incarico di recuperare le somme dovute.

In ogni caso, prima dell’attivazione del fermo amministrativo Equitalia è obbligata per legge ad inviare al debitore una comunicazione di preavviso nel quale invita il cittadino a mettersi in regola nei successivi 30 giorni e lo informa che, in caso di mancato pagamento, si procederà all’iscrizione al Pubblico registro automobilistico (PRA) del fermo sul veicolo corrispondente alla targa indicata.

Trascorsi 30 giorni senza che il contribuente abbia saldato il debito, o richiesto la sua rateizzazione, o abbia dimostrato che la pretesa di Equitalia è errata impugnando l’atto (in questo caso il fermo viene sospeso, ma non cancellato), l’Ente di riscossione può procedere al fermo auto senza inviare ulteriori comunicazioni.

Limiti del fermo

Tra i motivi che è possibile addurre per bloccare il fermo il fatto che il veicolo sia strumentale all’attività di impresa o della professione esercitata (decreto legge n.69/2013 cd. “decreto del fare” convertito con modificazioni dalla legge n. 98/2013). Se si dimostra tale legame entro i 30 giorni dal preavviso il fermo amministrativo non viene iscritto al PRA.

Stesse tempistiche e stessa procedura nel caso in cui il bene sia ad uso persona diversamente abile. Anche nel caso in cui l’auto sia intestata ad un familiare che ha fiscalmente a carico un disabile e sia stata acquistata con le relative agevolazioni di legge, non può essere disposto per legge il fermo amministrativo.

Non può inoltre essere iscritto il fermo su un’auto di un familiare che usufruisca dei permessi ex legge 104, se si dimostra che tale mezzo è indispensabile per raggiungere ed assistere il familiare disabile.

Cancellazione del fermo

Cancellare il fermo amministrativo è inoltre, ovviamente, possibile pagando integralmente il debito. In questo caso bisognerà anche chiedere all’Agente della riscossione il provvedimento di revoca da presentare al PRA.

Sospensione del debito

Se si opta per il pagamento a rate, dopo il versamento della prima è possibile richiedere all’Agente della riscossione la sospensione del provvedimento di fermo. Il documento contenente il consenso Equitalia all’annotazione della sospensione del fermo dovrà essere presentata direttamente al PRA dal cittadino debitore, così da poter circolare con il veicolo interessato.

Revoca del fermo

Nel caso in cui il cittadino abbia saldato il debito e nel frattempo Equitalia abbia iscritto il fermo al PRA, il provvedimento dovrà essere immediatamente revocato su semplice richiesta presentata allo sportello di Equitalia.

Annullamento del fermo

Il fermo deve essere immediatamente cancellato, o non iscritto, se il Giudice tributario ha annullato la cartella di pagamento, a prescindere dal fatto che la sentenza non sia ancora divenuta definitiva. Per togliere il fermo è necessario presentare richiesta allo sportello Equitalia.

Pignoramento

Ricordiamo infine che se il debitore non procede al pagamento del debito, la misura successiva al fermo amministrativo è il pignoramento (procedura esecutiva) e la vendita all’asta del mezzo.

Modulistica

Sul sito Equitalia sono disponibili i moduli necessari per presentare: