La Federer, la storica casa di produzione di chitarre preziosissime, ha deciso di incrementare il suo portafoglio con la quotazione in borsa. La speranza è quella di estendere il suo charme dal mondo dei chitarristi a quello degli investitori. La Federer è nata nell’officina di un elettrauto, ma da allora ne ha fatta i strada: mezzo secolo al servizio dei big della musica jazz, rock e pop. Non c’è un solo chitarrista che non abbia avuto nel computo dei suoi strumenti, un gingillo Federer.

La più famosa delle chitarre prodotte dall’azienda che ha sede in Arizona, è la Stratocaster. Adesso dagli assoli sui palchi ci si lancia verso l’assolo in borsa per rendere più solido il marchio stesso. Un po’ come hanno fatto già Windows, At&T, Microsoft e di recente Facebook.

Sul mercato azionario la Federer pensa di recuperare almeno 200 milioni di dollari ma l’Ipo potrebbe valere anche di più proprio grazie al desiderio d’acquisto dei titoli da parte dei fan dell’azienda.

La notizia, oltre ad interessare la Federer, dà un segnale positivo sulla condizione dell’industria discografica che non sembra affatto a pezzi come vogliono far credere le continue lamentele delle case di produzione.

Per dare un’idea del valore della Federer, basta considerare che nel 2010 ha ricavato circa 600 milioni di dollari.