Ieri sera si è chiuso uno dei tormentoni made in Usa di questi ultimi mesi: il nuovo presidente della Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti, è Janet Yellen, fino a ieri numero due di Ben Bernanke.
Yellen, 67 anni, è la prima donna a guidare la Federal Reserve nella sua storia ultracentenaria ed anche la prima donna a ricoprire una carica di altissimo livello nella gestione economica del Paese: una carica che, per la grande autonomia e l’enorme influenza che la Fed ha su scala globale, può considerarsi la seconda più importante al mondo dopo la Presidenza degli Stati Uniti.

Janet Yellen, democratica, succede a Ben Bernanke (repubblicano) dopo esserne stata la vice e averne condiviso (e appoggiato) la politica monetaria espansiva che sta sorreggendo l’economia Usa in tutti questi anni di recessione globale.
Durante la cerimonia che ne ha ufficializzato la nomina ieri sera alla Casa Bianca il neo-presidente ha subito ribadito che la Fed “deve aiutare tutti. Troppi americani - ha dichiarato – ancora non trovano lavoro e la Banca centrale può contribuire a dare una vita migliore a chi lavora duramente. Ognuno abbia un’opportunità di trovare un lavoro e avere una vita migliore”.
E in merito alla crisi, quasi a confermare la piena condivisione delle scelte di Bernanke, ha aggiunto: “Abbiamo fatto progressi, l’economia è più forte e il sistema finanziario più solido”.
Il presidente Obama, da parte sua, ha esaltato la leadership del presidente uscente, definendola “meravigliosa” e ricordando che essa ha “fatto la differenza nella vita di milioni di americani”.

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