In linea con le attese degli esperti di mercato, ieri la Fed ha lasciato i tassi sui Fed Fund invariati allo 0/0,25% e ha confermato la stima che questi dovrebbero restare fermi a questo livello sino alla fine del 2014. Nel comunicato rilasciato al termine della riunione, la Fed ha evidenziato come le incertezze sui mercati finanziari dovuti alla crisi in Spagna e Italia siano il maggiore rischio al ribasso per la crescita economica statunitense nei prossimi mesi. La Fed ha anche sottolineato come le pressioni inflazionistiche siano aumentate, anche se dipendono esclusivamente dall’andamento dei prezzi energetici.

Le nuove stime della Banca Centrale

La Banca Centrale statunitense ha pubblicato ieri le nuove stime sull’andamento di crescita economica, inflazione e disoccupazione. Il prodotto interno lordo è atteso crescere tra il 2,4 e 2,9% quest’anno, in rialzo rispetto alle proiezioni del 2,2/2,7% di gennaio. L’attività economica dovrebbe ulteriormente espandersi nei due anni successivi ad un ritmo prossimo al 3%. L’inflazione dovrebbe restare leggermente sotto la soglia obiettivo del 2% mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe chiudere il 2012 tra il 7,8% e l’8%.

Con le prospettive dell’economia in miglioramento, i membri della Fed hanno mostrato segni di essere meno inclini a ritardare un inasprimento della politica monetaria. Anche se la Fed ha ribadito mercoledì che prevede “livelli eccezionalmente bassi” per i tassi di interesse almeno fino alla fine del 2014, solo quattro membri della Fed rispetto ai sei in gennaio credono che livelli di tassi d’interesse così bassi saranno necessari tra due anni.