Il QE3 della Federal Reserve è destinato a terminare entro la fine dell’anno, ma non è escluso che la sua durata sia ancora più breve. I verbali della riunione dello scorso 11-12 dicembre, nella quale la Fed ha dato il via libera a ulteriori acquisti di Treasury per 45 miliardi di dollari mensili portando il totale degli acquisti di asset a 85 mld mensili, evidenziano una spaccatura nelle posizioni del Comitato di politica monetaria sulla durata del QE3. Secondo alcuni esponenti della banca centrale statunitense gli acquisti di asset dovrebbero terminare tra la metà e la fine dell’anno, con l’emergere anche di alcune preoccupazioni per il peso che tali acquisti hanno sul bilancio della Fed.

Alcuni membri, si legge nelle minute della Fed pubblicate ieri sera, hanno espresso il parere che gli acquisti di asset in corso saranno garantiti probabilmente fino a circa la fine del 2013, mentre altri non hanno specificato un periodo di tempo. Un gruppo più nutrito di esponenti del Fomc, il braccio operativo della Fed, ritiene che sarebbe probabilmente opportuno rallentare o fermare gli acquisti ben prima della fine del 2013, citando preoccupazioni per la stabilità finanziaria o la dimensione del bilancio della banca centrale.

“Dai verbali si evince che quello di dicembre potrebbe essere stato un chiaro errore di valutazione volto più a prevenire brutte reazioni del mercato a un mancato accordo sul fiscal cliff che a sostenere realmente l’economia – rimarca Vincenzo Longo, market strategist di IG – ed è necessario a questo punto iniziare a pensare alle exit strategy per evitare che questi stimoli finiscano per drogare ulteriormente l’economia e rischiare di far accelerare l’inflazione”. “Ci aspettiamo pertanto – prosegue l’esperto – che qualche primo drenaggio di liquidità dal mercato potrebbe avvenire già durante l’estate, quando le incertezze e i dubbi sul fiscal cliff potrebbero essere quasi interamente risolti”.