La Federal Reserve americana è pronta ad agire ulteriormente a sostegno dell’economia a stelle e strisce se le condizioni lo dovessero richiedere. La banca centrale statunitense non pensa a un intervento straordinario nel brevissimo termine, ma non esclude nuovo acquisto di bond in caso di bisogno. E’ quanto è emerso dall’intervento del governatore della Fed, Ben Bernanke, al simposio di Jackson Hole, in Wyoming, dove ogni anno si riuniscono i numeri uno delle banche centrali mondiali.

Bernanke non ha quindi preso esplicitamente quell’impegno – il terzo Quantitative Easing – a cui gli operatori dei mercati finanziari guardavano con speranza. Ma quello di Bernanke non è un no definitivo, specie in considerazione della debolezza dell’economia Usa e soprattutto del suo mercato del lavoro, contraddistinto da un tasso di disoccupazione all’8,3%.

Bernanke ha anche chiarito che le operazioni di allentamento quantitativo condotte in precedenza non hanno mostrato grosse controindicazioni: “I costi delle politiche non convenzionali”, spiega infatti, “quando attentamente considerati sono gestibili, il che significa che il loro uso non è da escludere se le condizioni economiche non miglioreranno”. Resta da capire se il FOMC, il braccio operativo della Fed che si riunirà tra un paio di settimane, riterrà che sia ora il momento in cui l’economia va sostenuta con questo tipo di misura

Nei minuti immediatamente successivi al discorso di Bernanke gli indici azionari mondiali hanno ripiegato con violenza. Gli indici tuttavia sono risaliti dopo breve tempo, lasciando poi la volatilità a dominare incontrastata.