La risposta di Bernanke alle decisioni della BCE per aiutare l’economia in crisi dei paesi del Vecchio Continente, non si è fatta attendere più di tanto e ieri il presidente della Fed ha spiegato per filo e per segno il funzionamento del terzo Quantitative Easing

La FED, così come la BCE, sa che per rilanciare l’economia, in questo particolare momento storico, è necessario adottare una politica monetaria sensata e portarla avanti tramite i governi finanziari centrali. Ecco allora la decisione di Bernanke che – in un certo senso – riprende le promesse di Draghi d’inizio settimana.

Il Presidente della FED ha spiegato di essere pronto a fronteggiare la crisi con un quantitative easing che vuol dire un alleggerimento quantitativo con l’introduzione di nuova moneta in circolo. Per immettere liquidità nel mercato la FED ha deciso di acquistare obbligazioni immobiliari per 40 miliardi di dollari al mese.

In questo non c’è niente di simile alla proposta della BCE. La similitudine arriva con la scelta di Bernanke di non porre limiti all’alleggerimento, nel senso che gli acquisti di obbligazioni immobiliari saranno senza limiti di tempo.

Per mettere fine a questa misura sarà necessario che la crescita migliori a sufficienza. Nei precedenti quantitative easing erano stati indicati dei limiti di scadenza per le operazioni.