Ad Aprile la Corte Costituzionale ha fatto cadere il divieto alla fecondazione eterologa che era arrivata con la legge 40. Dopo la deliberazione della Suprema Corte la prima regione a muoversi è stata la Toscana. Le altre aspettavano una mossa dell’esecutivo o del parlamento, e così quelle  che hanno affermato di essere pronte a muoversi – in primis l’Emilia Romagna e la Lombardia -, hanno ormai accumulato un certo ritardo rispetto alla regione guidata dal governatore Enrico Rossi.

In questa regione c’è già una delibera e si pensa di fissare un ticket di 500 euro per chi abita in Toscana e tra i 3.000 ed i 3.500 euro per i soggetti che arriveranno da altre regioni. Colpa del fatto che alcuni governatori non hanno l’intenzione di pagare per le terapie che i propri cittadini eventualmente faranno in Toscana.

E pensare che la differenza tra costo della prestazione e ticket non deve essere materialmente pagata dalla sanità delle singole regioni, ma finirebbe solo per modificare la quota di fondo sanitario nazionale destinata alla singola Regione… Per questo chi non risiede in Toscana dovrebbe pagare il costo dell’intera prestazione che gli verrà fornita – in questi giorni stanno facendo il calcolo della spesa. Per chi invece abita in Toscana ci sarà un ticket più basso – una cifra che non verrà richiesta da chi è in gravi condizioni di indigenza.

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