Ieri abbiamo parlato di pianificazione finanziaria. Cosa significa, in pratica? Per fare financial planning bisogna partire dall’analisi delle informazioni più rilevanti su di sé e sulla propria famiglia – se ne avete una -: l’età, la propensione al rischio del capofamiglia, la composizione del nucleo, il patrimonio che si ha a disposizione, le probabili entrate ed uscite, la presenza di coperture pubbliche – come ad esempio la pensione che prevedibilmente verrà erogata dallo Stato, e le esigenze che potranno avere i suoi componenti.

A queste esigenze bisogna dare un’ordine di priorità, per esempio, l’acquisto della casa e l’istruzione dei figli sarà più importante di altri bisogni. L’obiettivo finale è quello di ripartire il proprio patrimonio presente e futuro in un portafoglio di investimenti di diversa durata e rischiosità. Ovviamente non è necessario che tutti i passaggi siano formalizzati, a volte questo processo può essere del tutto spontaneo. Non bisogna perdere di vista il fatto che noi dobbiamo avere piena consapevolezza dei bisogni finanziari che avremo e delle disponibilità con cui potremo soddisfarli.

Ovviamente è altrettanto necessario che durante la pianificazione finanziaria si abbia ben presente le caratteristiche degli strumenti finanziari e non delegare la scelta tra i diversi strumenti ad altri. Ci vuole infine un piano – anche se solo abbozzato -, e restare coerenti a quanto si è stabilito – senza seguire le oscillazioni di mercato. La coerenza è una qualità vincente.
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