Forse l’Europa eviterà il default di Cipro. Il primo passo è arrivato dal parlamento di Nicosia che, riunito in seduta straordinaria, ha già provveduto ad approvare tre dei nove disegni di legge del piano B per salvare l’economia dell’isola. E’ stato creato il fondo di solidarietà che conterrà asset statali, i fondi pensionistici e i beni immobiliari della Chiesa ortodossa - con cui Cipro spera di attirare attività e contributi che andranno a finanziare l’economia traballante del Paese.

Un’altra legge conferisce poteri speciali al governo per imporre restrizioni ai movimenti di capitali depositati sull’isola. Tra le operazioni possibili ci sono limiti alle operazioni non in contanti, limiti all’incasso di assegni ed ai prelievi… In questo modo si vorrebbe eliminare o limitare le fughe di capitali all’estero alla riapertura delle banche prevista per il prossimo martedì.

Il terzo provvedimento permetterà al governo locale di smembrare un istituto a rischio fallimento in “good bank” e “bad bank” – e questa norma dovrebbe senz’altro essere applicata alla Laiki Bank. Tra le altre leggi da votare c’è anche quella che prevede un prelievo eccezionale sui depositi bancari – le tv locali parlano di un prelievo compreso tra il 10 ed il 15%.

Intanto il presidente cipriota ed il ministro delle Finanze sono volati a Bruxelles perché quanto stanno facendo non sarebbe sufficiente senza i 10 miliardi di euro provenienti dall’Europa. Notizie definitive sull’Ok della Troika – ovvero il trio Fmi, Bce ed Unione Europea  - dovrebbero arrivare solo domani verso sera.

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