Una notte lunga, difficile, al termine della quale è però arrivato l’accordo tra il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, e Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, accordo ratificato dai ministri delle Finanze dell’Eurozona: evitata la bancarotta dell’isola e dunque la prima uscita di uno Stato membro dall’eurozona. Un accordo duro: chiusa la Laiki Bank, la seconda banca del Paese, mentre i correntisti della Bank of Cyprus, molti dei quali russi, subiranno perdite fino al 40% del patrimonio.

Il presidente dell’eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: “L’accordo raggiunto mette fine alle incertezze su Cipro e sulla zona euro – spiega – l’intesa evita la tassa e ristruttura profondamente il settore bancario di Cipro”. Subito si avvertono i primi successi: l’euro recupera sul mercato giapponese e si porta a 1,3019 dollari e a 123,50 yen.

Nel dettaglio, la chiusura della Laiki Bank avverrà attraverso un processo controllato e i suoi asset finiranno in una good bank e in una bad bank. Quelli buoni verranno inglobati nella Bank of Cyprus. Salvi anche i depositi sotto i 100 mila euro, mentre quelli con liquidità superiore verranno congelati e convertiti in obbligazioni dello stato: “Abbiamo evitato una disastrosa uscita dall’euro e la bancarotta, andiamo incontro a tempi duri per Cipro, ma è il miglior accordo che potessimo fare”, il pensiero del ministro delle Finanze cipriota Michael Sarris

L’accordo di salvataggio proposto dall’Eurozona è di 17 miliardi di euro: 10 li mette la Ue e 7 li deve trovare Cipro evitando di tassare i piccoli depositi, cioè quelli sotto i 100mila euro.