Dopo oltre 40 anni di storia Atari chiude con i videogames. La società statunitense, Atari Us, lo scorso mese ha chiesto di poter ricorrere al Chapter 11, un paracadute legislativo made in Usa per poter salvare una parte di una società già avviata al fallimento, in modo da distaccarsi dalla casa madre francese Atari SA, ricorrere alla legislazione americana e rilanciarsi, per il Los Angeles Times, nel mercato delle piattaforme mobili dopo aver trovato un acquirente che sia disposto a mettere sul piatto i 5,25 milioni di dollari necessari per l’operazione di risanamento dei debiti. Operazione che permetterebbe, così, di salvare logo e brand, ancora di forte impatto nelle famiglie d’oltreoceano, e un rilancio su piattaforma iOS e Android, dove Atari potrebbe riproporre anche un restiling per il Mobile dei videogiochi che l’hanno resa celebre dal 1972 agli anni ’80 e che hanno accompagnato l’infanzia di tanti di noi.
In questa complicata vicenda, che nella divisione Usa riguarda una struttura dove i dipendenti sono ridotti ormai a 40 unità, sembra che il ruolo principale del rilancio sia dunque legato al nome Atari e ai suoi celebri videogiochi arcade, Pong, Space Invaders e Asteroids su tutti, con una grosse dose di nostalgia di quanti oggi hanno dai 40 anni in su che dovrebbe fare da traino alla futura domanda di servizi e prodotti.