Uno dei marchi più prestigiosi e ‘antichi’ dell’industria dei videogames rischia di sparire dal mercato. Atari, la storica grande azienda del settore che ha visto militare tra le sue fila i giovanissimi Steve Wozniak e Steve Jobs e che s’è fatta conoscere tra gli anni ’70 e ‘80 grazie ai celebri videogiochi Pong e Asteroid, ha dichiarato bancarotta. La scelta del Cda avrebbe lo scopo di salvare l’azienda e i suoi dipendenti dal fallimento, cosa non facile in realtà, visto che la sede dell’azienda negli Usa è in attivo, mentre la divisione europea, quotata e con sede in Francia, continua a mietere debiti su debiti.
Il piano di salvataggio prevedrebbe la divisione dell’azienda in due, la cessione di parte di essa sul mercato e la continuazione operativa dell’altra, che continuerebbe ad essere un soggetto imprenditoriale autonomo: progetto, questo, che solo la procedura di bancarotta potrebbe consentire.
I dirigenti Atari avrebbero assicurato che l’operazione non andrà ad incidere sulla produzione in corso, soprattutto per quanto riguarda i videogames del settore mobile sui quali l’azienda ha concentrato gran parte degli investimenti e delle risorse umane.
La notizia ha completamente spiazzato gli appassionati del settore. Solo lo scorso agosto un gruppo di australiani ha riproposto una delle sue console di successo in una versione placata d’oro zecchino. Si tratta della ‘storica’ Atari VCS 2600, una vera chicca dei primi anni ’80, la cui riedizione 24 carati è stata dichiarata la console più costosa al mondo.

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