Il titolo Facebook in borsa con il suo calo repentino dall’Ipo per tutto il primo trimestre, è stato praticamente emblematico di una fallimentare strategia commerciale architettata dagli esperti di marketing di Menlo Park. A questo punto pare sia stata trovata la “strada della ripresa“. 

Facebook, dal suo debutto in borsa, ha faticato molto a convincere gli investitori. I suoi problemi, chiamiamoli di credibilità, sono stati legati alle difficoltà di trovare un modo per attirare investimenti pubblicitari.

A quanto pare, la diffusione di Facebook su mobile ha fatto sì che tanta pubblicità sulle pagine “tradizionali” del social network, non avesse più senso. Da lì sono iniziati i guai che hanno portato l’azienda di Zuckerberg ad escogitare delle exit strategy più corpose.

Ora, con il varo della Gifts card, per il momento avviata sperimentalmente negli Stati Uniti, sembra sia stata imboccata la strada della rinascita finanziaria. Lo stesso titolo del social network, infatti, è tornato in ascesa e nella prima seduta di contrattazioni dopo l’annuncio della “trovata”, ha recuperato ben sei punti.

Adesso però c’è da capire cosa intende fare Facebook quando parla di estendere le inserzioni commerciali al di fuori dei confini del social network. Le associazioni che si occupano di tutela della privacy sono già scese sul piede di guerra.