È stato un inizio d’anno difficile per le esportazioni italiane. In gennaio, infatti, sono scese del 2,5% rispetto al mese precedente, con un calo della stessa entità sia per i mercati Ue ed extra Ue. Le importazioni, invece, hanno registrato un ribasso più contenuto dello 0,5% m/m, per effetto della riduzione degli acquisti dai paesi Ue (-5,2%). I volumi esportati sono diminuiti dell’1,8% rispetto a gennaio 2011 e quelli importati dell’8,2%. Il deficitdella bilancia commerciale a gennaio è di 4,4 miliardi di euro, in miglioramento rispetto allo scorso anno. Il saldo non energetico è pari a +1,8 miliardi.

L’andamento per settori

Tutti i principali settori hanno registrato un calo congiunturale, che è stato più sostenuto per i beni strumentali (-5,0%), ad eccezione di quelli energetici (+28,6%). Dal lato dell’import i cali interessano soprattutto i beni di consumo (-5,9%), a testimonianza della debolezza dei consumi interni sulla scia dell’incremento del tasso di disoccupazione. A gennaio la crescita dell’export è trainata dalle vendite di prodotti in metallo verso la Svizzera, di prodotti petroliferi raffinati e mezzi di trasporto verso i Paesi Opec e di macchinari e apparecchi verso Stati Uniti e Germania. Il calo dell’import è imputabile alla riduzione degli acquisti di apparecchi elettronici dalla Cina, dai Paesi Bassi e Paesi EDA, di prodotti petroliferi raffinati dai Paesi Opec e di autoveicoli dalla Spagna.

Rispetto a gennaio 2011, sono stati i beni di consumo non durevoli e i prodotti energetici sia all’export che all’import a registrare i progressi migliori mentre sono in calo l’import-export di beni di consumo durevoli e di beni strumentali e l’import di prodotti intermedi.