Venti milioni di turisti che spenderanno in media 500 euro ciascuno, nuove imprese e quasi 200mila unità di lavoro impiegate.
Dal 2012 al 2020 l’Expo darà vita a quasi 25 miliardi di euro di produzione, che, al netto delle spese necessarie per finanziare e costruire le infrastrutture previste, diventano oltre 10 di valore aggiunto e 199mila posti di lavoro. È quanto evidenzia uno studio della Bocconi, che ha cercato di quantificare i benefici che l’esposizione potrebbe recare alla regione Lombardia e all’Italia tutta.

Le stime. Per la stima del valore aggiunto lo studio della Bocconi prende in considerazione la produzione aggiuntiva legata alla manifestazione, vale a dire gli investimenti previsti dalla società e dai Paesi partecipanti, l’indotto garantito dai flussi turistici, gli effetti delle nuove imprese nate per l’evento, per la valorizzazione degli immobili e per la crescita dell’attrazione turistica, al netto di costi e tasse, ottenendo in tal modo una somma pari a 10,5 miliardi di euro, di cui solo 4 legati all’arrivo di turisti, che dovrebbero essere circa 20 milioni.
Per far fronte a tale gettata la ricerca reputa necessarie circa 199 mila unità di lavoro. Di questi quasi 80mila per i flussi turistici, gli altri soprattutto per effetti indiretti o indotti legati agli investimenti, alla gestione della società, ai Paesi partecipanti. Non si tratta soltanto di nuovi posti, “abbiamo calcolato il fabbisogno totale che, almeno in parte, può essere coperto da quanto già offre il mercato”, ha spiegato lunedì il professor Alberto Dell’Acqua, responsabile della ricerca e docente della Sda Bocconi, durante la presentazione dei risultati da parte del presidente della Camera di Commercio di Milano e, tra l’altro, di Confcommercio e di Rete Impresa Italia, Carlo Sangalli, per il quale “si tratta di una sfida difficile, ma non possiamo permetterci di perderla. Servono spirito di squadra e fiducia nel futuro. E questo è un messaggio che rivolgiamo anche al prossimo presidente della Regione e al prossimo presidente del Consiglio”.

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